Rage
My Sinatra days
Sentivo così il bisogno di ricavarmi un posticino per scrivere cazzate
Non pago di ciò detengo anche un fotoblog e un coso dove pubblico mp3 nei quali suono e canto
sabato, 30 dicembre 2006
Le suonerie più imbarazzanti le ho sentite proprio dagli adulti e quasi sempre in treno.
Costretti in un angusto spazio, nell'epoca del wireless non si deve più sopportare la puzza di sudore del prossimo come nei vagoni proletari anni 50 o negli autobus anni 80, di questi tempi sull'eurostar ti spaccano le palle con il telefonino. Ma anche il suono degli mp3 che sfugge è una tortura niente male.
Esattamente, adesso, sono in treno e attendo di partire dalla stazione di Roma. La mia vicina (che mi farei ma c'era bisogno di precisarlo? o perlomeno a parole... nei fatti poi le rogne e le implicazioni sono talmente tante che mi passa prematuramente la voglia. Ad un maschio sano invece la voglia passa nell'istante esatto in cui eiacula la prima goccia di sperma e questo almeno gli consente la riproduzione) mi scassa la minchia con dei ritmi caraibici (la vicina, soggetto della frase oramai perso e distante).
Ascolta la musica dall'altoparlante del telefonino, senza cuffia, la rompicoglioni. E' russa, piccolina, ha lineamenti volpini, e chissà quanti cazzi ha già succhiato dal giorno del suo tredicesimo compleanno.
Se si alzasse (la vicina) un po' più spesso per sistemare il bagaglio ne sarei felice, il sorgere del culo bianco dai pantaloni neri ne compenserebbe i gusti musicali criticabili ed il comportamento reprensibile.
Controllore, ticketless, si era detto che è l'epoca del wireless. La biondina ascolta Shakira, con lei metà dei presenti, loro malgrado. Lei prenota il ristorante, io a destinazione mi infilerò lesto a casa e mi sbronzerò di whisky. Domani sarò pesto e stropicciato per tutto il giorno. Molto furbo.